La nostra sfida è la ricerca di nuove discipline in cui inserire atleti disabili motivati a ricercare i propri limiti e per mantenere e soprattutto migliorare le capacità fisiche e mentali.

ORIGINI DELLA P.H.B.

La P.h.b. (Polisportiva Handicap Bologna) viene pensata nel 1983 allorché un disabile ritenne opportuno creare nella città di Bologna una Associazione Sportiva che potesse consentire la pratica sportiva anche agonistica alle varie disabilità; nel 1980 si era costituita, riconosciuta dal CONI, la FISHa ( Federazione Italiana Sport Handicap) che regolamentava le attività sportive di CIECHI - SORDOMUTI - MENTALI - FISICI.
Fu creato un Comitato Cittadino composta da :
- D.ssa IRENE SCHIFF (Equitazione)
- D.ssa ANNA GIOVANARDI (sorella di due atleti sordomuti)
- GUGLIELMO GIOVAGNONI (disabile con aspirazioni sportive)

Con il contributo del Presidente Provinciale CONI Sig. CAVALLERONI si riuscì a convocare al Paladozza i responsabili ANFFASS-AIAS ENS (Silenziosi), PAT/UIC (Ciechi); da Roma il Dr. ANTONIO VERNOLE per la FISHa. A causa di assurde pretese di due associazioni non si riuscì a realizzare nulla di concreto. Nel 1984 l'opportunità di partecipare ad un incontro agonistico internazionale consentì di avere le giuste indicazioni su come agire.
Il 30 novembre 1987 con l'aiuto di quattro disabili e tre loro familiari si costituì la PHB, scopo iniziale era quello di praticare il nuoto senza dover sottostare alle difficoltà logistiche e psicologiche che l'inserimento (quando e se consentito) in società di normodotati comportava. Successivamente, per obblighi statutari verso la nostra Federazione, iniziammo a partecipare e ad organizzare (in Bologna nel 1989 e 1990) gare ufficiali di nuoto; poi si è allargata l'attività con: CANOA - ATLETICA - TIRO A SEGNO - TENNIS TAVOLO - EQUITAZIONE, furono organizzati corsi di SCI DI FONDO e VELA. I risultati furono esaltanti con oltre 100 soci di cui un terzo atleti disabili; sono stati conquistati decine di titoli nazionali nonché argenti e bronzi nelle varie categorie e discipline mentre uguale attenzione veniva riservata ai disabili non agonisti con iniziative amatoriali, promozionali e ludiche. Le risorse arrivavano dalle istituzioni locali (Comuni - CONI - Banche) in virtù dei risultati documentati. Nel 1987 sono venuti a mancare tutti i contributi; il 29 marzo 1998 abbiamo richiesto il riconoscimento come ONLUS, per fruire delle agevolazioni di legge, la Provincia ci ha riconosciuto ed iscritto come associazione di volontariato. Alla data odierna contiamo 40 soci, un terzo sono disabili.